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Alessandro Mingazzini intervistato da Locali TOP rivista food & beverage

Cantina Mingazzini Locali top intervista

Siamo onorati che sulla rivista specializzata “Locali Top” di Tuttopress editrice sia stata pubblicata un’intervista ad Alessandro Mingazzini. Locali Top è la rivista specializzata nei settori beverage, arredamento e attrezzature, eventi, food e caffè.

Di seguito riportiamo l’intervista a cura del giornalista Walter Govoni ad Alessandro Mingazzini, contitolare della Cantina Mingazzini:

QUALITÀ & VARIETÀ
Abbiamo intervistato Alessandro Mingazzini, contitolare della Cantina Mingazzini. Si tratta di una bella realtà con una solida base societaria familiare.

Abbiamo avuto l’occasione di incontrare uno dei titolari di questa azienda vinicola che ha sede a Medicina, in provincia di Bologna.  Ecco cosa ci ha raccontato a proposito del successo di un impresa che, da oltre 50 anni, si rinnova costantemente e cresce, pur senza dimenticare le proprie radici.

L’avvio negli anni Sessanta
– Tutto è iniziato – afferma Alessandro Mingazzini – con mio padre e i suoi due fratelli che hanno avviato l’attività a metà degli anni 60 quando tutto era più semplice e meno complesso.

Di certo il nostro territorio ha prodotto sempre vini ottimi e di qualità, ma svantaggiati sul posizionamento sul mercato rispetto ad altre aree, tipo quella toscana, piemontese o veneta. La dedizione e soprattutto la determinazione a portare avanti  le idee di chi ci ha preceduto hanno fatto la differenza, soprattutto in questi ultimi vent’anni, durante i quali il mercato del vino è completamente cambiato.
Con il mio socio Tommaso Dall’Olio, responsabile della produzione, abbiamo lavorato molto sulla qualità e varietà dei nostri prodotti cercando di uscire dai nostri confini. E i risultati ci hanno dato conferma che la strada intrapresa è quella giusta. Un mercato quello del vino, agguerrito e difficile, in cui è importante anche scegliere il canale di riferimento. – Infatti – conferma Mingazzini – con il passare degli anni il mercato di riferimento si è modificato radicalmente. Volutamente non siamo nella GDO per non entrare in competizione su un segmento ormai saturo, dove la discriminante è il prezzo. Il nostro parco clienti in Italia è costituito in prevalenza dalla ristorazione, gastronomie ed enoteche oltre che da aziende agricole per le quali curiamo la lavorazione e l’imbottigliamento del loto vino -. 

Export in crescita e nuove linee
Abbiamo parlato del mercato nazionale e per quanto riguarda l’export? E qual’è il peso del comparto Ho.re.ca complessivamente?
– Il percorso verso i mercati esteri – prosegue il titolare – è stato intrapreso da qualche anno con prodotti mirati verso i paesi con i quali operiamo (Nord Europa e Cina). Abbiamo ancora molto da fare per ampliare i territori e consolidare alcune delle posizione raggiunte, ma la chiusura di nuovo contratti e l’interesse dimostrato verso i nostri prodotti sono uno stimolo positivo a continuare su questa strada. Attualmente, l’export rappresenta circa il 18% del nostro fatturato, quindi abbiamo ancora tanto da margine per crescere. Sul mercato italiano il comparto Ho.re.ca., invece, rappresenta circa l’80% in quanto molto del nostro lavoro è concentrato, anche, sulla vendita al dettaglio, direttamente in azienda-.

Proprio parlando dell’Ho.Re.Ca. voi, da diverso tempo avete lanciato e proposta una nuova linea di bottiglie in Pet. Quali i risultati ottenuti e quali i progetti futuri?
– Attraverso la nuova linea denominata “Vin a Porter” a cui abbiamo dedicato gran parte degli investimenti degli ultimi anni, siamo riusciti a penetrare nuovi mercati esteri. Si tratta di un prodotto diverso e sicuramente meno importante dal punto di vista ambientale. Le bottiglie in Pet multistrato, appositamente progettate per contenere e preservare il vino, sono completamente riciclabili e soprattutto maggiormente eco-sostenibili grazie alla loro leggerezza (fino a 8 volte in meno rispetto ad una tradizionale bottiglia di vetro) che consente di ridurre le emissioni di CO2 durante i trasporti. Questa linea ci sta dando grandi soddisfazioni soprattutto in quei mercati del Nord Europa dove sono più aperti verso le novità e più attenti all’ambiente. Nell’ultimo anno, poi, abbiamo inoltre avviato un processo di re-branding aziendale che ci ha portato a rivedere alcuni prodotti, migliorandoli sia da un punto di vista quantitativo sia d’immagine. Da qui è nata la nuova linea “Big Bang” che va ad affiancarsi alla nostra linea tradizionale e che rappresenta una vera esplosione di profumi e sapori, con una nuova veste grafica di sicuro impatto visivo-.

Una serie di obiettivi e risultati che intendete confermare e ampliare?
– Siamo appena usciti – conclude Alessandro Mingazzini – con un nuovo prodotto di grande struttura e dai profumi inebrianti, invecchiato 24 mesi in legno e affinato per 6 mesi in bottiglia. Si tratta di Tajgete Sangiovese Doc Riserva che sta riscuotendo un grande interesse. Contemporaneamente stiamo lavorando sul nostro prodotto di punta: Euporja Doc dei Colli Imolesi che ci ha consentito di acquisire nuovi clienti grazie ai suoi profumi e alla persistenza degli aromi, nettamente diverso dal classico Pignoletto dei Colli Bolognesi e per questo molto apprezzato anche fuori regione.

Per il 2018 prevediamo un’ulteriore crescita con un incremento pari al 25% della produzione, grazie a contratti già chiusi con nostri clienti fidelizzati, lavorazioni conto terzi e nuove commesse acquisite dopo la nostra partecipazione alla fiera Interwine China 2017, svoltasi a Guangzhou a fine maggio-.

Cantina Mingazzini Locali top intervista

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